Inquietudine.
Hai presente quel posto in cui ogni tanto ritorni, devi ritornare, hai il bisogno di ritornare?
Una sorta di ricerca del nido, un'origine, una linea sottile che ti lega a qualche luogo.
Forse queste parole non son molto chiare, ma certamente in molti hanno idea di cosa io mi stia riferendo.
Bene.
Io non ho un posto del genere.
O meglio, il luogo cui sono appartenuta per tanti anni mi distrugge e quanto più lontana sono e quanto meno vi metto piede tanto meglio mi sento.
E' una pessima sensazione.
Non che lontano da quel luogo sia completamente a mio agio e felice, ma almeno sono come sedata per la maggior parte del tempo, e riesco a non pensare momentaneamente a tutto ciò che mi distrugge.
Sì, perché ne sono davvero distrutta.
E la soluzione a quanto pare non esiste.
Sono una casinista, sono disordinata... ma nel pianificare ed organizzare penso a molte cose.
Avevo sacrificato varie cose nel mio pianificare, avevo un programma per il mio futuro diciamo nel giro dei prossimi 5 anni circa...e invece mi ritrovo a metà di questo futuro che avevo progettato, ma non ho fatto un solo passo all'interno di quel progetto.
Tutto è annebbiato, grigio, indistinto.
L'elemento principale attorno il quale ruotava tutto quel mio futuro, è venuto a mancare.
Ed ogni volta che torno nei luoghi in cui vivevo e progettavo i giorni a seguire, cado in questo terribile stato di disagio.
Ovunque io volga il mio sguardo, vedo ricordi, vedo immagini, odo suoni, rammento odori.
La sua pelle, i suoi gesti, le sue parole.
Gli oggetti che mi ha donato.
Le cose che ha scritto.
Tutto.
Non c'è un singolo oggetto che non mi ricordi lui.
Lui, che per più di tre anni è stato il mio mondo. E che involontariamente continua ad esserlo.
Non è colpa mia.
Volgo lo sguardo altrove, ma immancabilmente poi torna lì. Me lo ritrovo al centro della mia visuale. Anche se in realtà è un'immagine che il mio cervello ubriaco di follia pone lì improvvisamente.
E poi lacrime che solcano il viso, quasi ogni giorno.
Una sofferenza che di giorno in giorno mi uccide, mi lacera internamente, non mi fa vivere assaporando il vero sapore delle cose. Ché c'è sempre quel retrogusto.
Quelle parole che mi dicevi con dolcezza, ed aggiungevi non avresti mai ripetuto a nessun altra, che io e solo io sarei stata l'unica e la più importante. Io a nessuno le ho mai più dette, e probabilmente mi sarà difficile ripeterle a qualcuno che non sia tu.
Perché nessuno potrà mai prendere il tuo posto. Nessuno sarà mai come te.
Anche se tu non ci hai mai creduto.
Alla fine, come al solito, l'unica che davvero crede nelle cose sono io. Io e solo io.
E non voglio essere accusata ingiustamente di vivere fuori dalla realtà.
Quei corpi che si sono stretti, si sono sfiorati, si sono toccati...erano veri. Le parole sono state pronunciate davvero.
Non è mai stato un sogno, è realtà.
Una realtà insostituibile.
Ma alla fine come al solito, se io ho mille pensieri ed attenzioni per cercare di non ferire gli altri...tutti gli altri non sono minimamente interessati a non colpirmi ripetutamente.
Del resto che importa se gli altri soffrono, basta che sè stessi si è felici.
E così, come nel mio piccolo, anche in situazioni più grandi: che ci importa di guerre, radiazioni e quanto altro? Noi stiamo qui, stiamo bene mangiamo e beviamo. Chi se ne frega. Giusto?
Già, chi se ne frega.
Grazie per non avere nessun interesse a preservare almeno la mia salute mentale.
Non tutti si riprendono in appena due giorni dalle delusioni della vita, lo sai?
E neanche in due anni. Se serve di più, basterebbe evitare di rincarare la dose. Che ci vuole. Due accorgimenti stupidi.
Ma no, il sadismo è diffuso.
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Scanduzioni: scanlations & scripts
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