di cinque due e solitudine
Sono passati cinque anni da quando, per la prima volta, le nostre labbra si sono sfiorate. Un tocco breve e fugace, timido, scomposto.
E quell'abbraccio lungo e silente.
Non ci furono parole. Un po' d'imbarazzo sì. Ma non c'era bisogno d'aggiungere altro.
Sapevamo entrambi.
Ci rincorrevamo sin da subito in preda a quei sentimenti che coinvolgono anima e corpo, non ti fanno più ragionare, non ti fanno comprendere cosa stia accadendo. Te lo fanno vivere, e te ne rendi conto solo quando è accaduto.
Così non v'è stato un giorno in cui nei miei pensieri al mattino appena sveglia, lungo la giornata e la sera prima di dormire non ci fossi stato, fino ad incontrarmi nei sonni.
E poi d'improvviso per due anni non ho fatto altro che versare lacrime, senza più riuscire ad addormentarmi tranquilla, a volte senza neanche riuscire a dormire.
Soffrendo.
Scappando credendo di riuscire a voltare pagina, ma a quanto sembra le pagine non vogliono andare avanti, tantomeno la penna vuol fermarsi nello scrivere la novella. Continua e non si ferma.
Tu, che porti ancora il mio nome impresso sul collo.
Io, che ancora mi tormento possedendoti ed essendo posseduta.
Quando doni qualcosa a qualcuno, se non ti viene restituita la porterà con sè per sempre.
Quei sentimenti che ho provato così forti, e che ancora provo anche se in maniera diversa, soffrendo e dilaniandomi ti appartengono, e non possono tornare indietro.
Cammino e mi guardo intorno. Sono scappata, sono andata ovunque avessi potuto.
Cercando di vedere avanti a me oltre le siepi, i monti e le valli.
E poi mi scoprivo guardare avanti e non indietro, ma solo perché mi aspettavo che tu mi venissi incontro, non che mi rincorressi certo. E oltre ogni ostacolo alla vita attendevo ad ogni minuto che la tua ombra e poi la tua persona comparissero.
In attesa che ciò accada di nuovo.
Il perché di tutto ciò è un mistero. Distrugge e non fortifica. Uccide e non risorge.
Dieci anni dalla nascita della Principessa, sei dall'avvento della Bambola. Due che ella è morta.
E si trascina sola nelle viscere del palazzo in attesa che qualcuno ne prenda in mano i fili e la conduca su un nuovo palcoscenico.
Siem webmain
Scanduzioni: scanlations & scripts
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